Manifesto

CITTA’ INVISIBLI

Laboratorio culturale sul territorio

Ne Le città invisibili di Italo Calvino, Marco Polo instaura un dialogo ricco ed intenso con Kublai Khan attorno a ciò che il veneziano vede e osserva nelle terre lontane del grande imperatore.

Marco coglie nelle sue descrizioni aspetti non scontati, sensazioni, persone, dettagli e tutto ciò che non è tangibile e visibile agli occhi distratti e veloci degli altri ambasciatori.

Noi vorremmo ambiziosamente essere il Marco Polo che racconta e disvela la bellezza e la ricchezza della nostra terra, il Delta del Po. Proprio adesso, in tempi di globalizzazione, il territorio, inteso come paesaggio naturale e antropico, rimane l’unico bene non sostituibile con altri prodotti esteri, perciò riteniamo vada conosciuto e valorizzato a fondo nelle sue peculiarità, spesso poco visibili soprattutto ai suoi abitanti.

Chiunque abbia la sensibilità per cogliere questo messaggio e voglia andare oltre gli stereotipi, i luoghi comuni e le consuetudini, sarà il nostro Kublai Khan.

L’arte, intesa nella sua complessità e comprendente tutte le possibilità espressive dei linguaggi contemporanei, viene privilegiata come strumento di lettura della realtà e del paesaggio.

Città invisibili è dunque un laboratorio culturale sul territorio, che produce un lavoro di tipo sperimentale ed esperienziale, usando strumenti e metodologie nuove per la conoscenza e la crescita di questi luoghi.

Porto Viro,  Ottobre 2013

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